Sabato 22 marzo, ore 9:00: Piove.
Sul piazzale dell’oratorio S. Pio X c’è uno strano movimento: arrivano tante persone, zaini, valigie, macchine e anche due pulmini… Ma dove stanno andando anziché starsene a casa in panciolle con ‘sto tempo autunnale?
Sono i 41 intrepidi del Gruppo Intervento che intendono conquistare il borgo di Arnad, l’enclave di Gressoney e la valle del Lys e il forte di Bard!
E allora, via! Alle 9:30 si parte!
Prima tappa: Arnad. Qui ci ha accolto un entusiasta risto-eno-coltivatore Ivo Joly, titolare della Kiuva, che dopo averci raccontato la sua cooperativa agricola a vocazione enologica e averci fatto visitare la cantina sociale, ci ha fatto gustare anche piatti tipici valdostani e degustare i loro vini. Tutto a km zero, tutto buonissimo! Salumi, lardo, crespelle alla valdostana, cinghiale e tris di dolci ci hanno dato la carica per la visita al borgo di Arnad, e il suo nucleo storico. Per la visita turistica Ivo ci ha affidati ad Augusto, “arnadin DOC”, entusiasta ed appassionata guida che racconta il “suo” borgo e la storia di queste terre con sapienza e un filo di ironia. Nonostante la pioggia continui ad esserci compagna di viaggio, concludiamo l’itinerario senza perdere neppure uno scorcio di questa perla della bassa valle.
Ma è tempo di saluti, la tabella di marcia è già saltata… si riparte verso Gressoney Saint Jean per arrivare al nostro hotel, Villa Belvedere a pochi passi dal Castello Savoia.
E anche qui, Petre e sua moglie ci hanno accolto come se ci conoscessero da sempre e non hanno mancato alcuna nostra richiesta.
Ed è subito… cena! Altre prelibatezze walser “chnéffléne”, piccoli gnocchetti conditi con lo speck, cervo in civet e tortino al cioccolato ci hanno avviati ad un sonno ristoratore.
Risveglio di domenica: MERAVIGLIA!
Un manto di neve ha coperto alberi, macchine e ogni tetto che si vede dall’albergo! La pioggia di ieri, qui, in quota, è diventata neve per rendere indimenticabile questa “folle” due giorni.
Dopo lauta colazione, passeggiamo a piedi per l’abitato di Gressoney per arrivare alla chiesa per la messa. La chiesa è maestosa, affrescata e intarsiata (potevano mancare panche, statue e altari in legno scolpito in una chiesa alpina?) ma tremendamente fredda e umida.
Di ritorno in albergo un ottimo pranzo a base di lasagne e vitello tonnato ci rinfranca il corpo.
Non ci resta che salutare gli albergatori, Isa e Gio (che continueranno la loro permanenza in albergo) e si parte alla volta del Forte di Bard, ultima tappa prima del ritorno a casa.
Qui il gruppo si stempera tra ascensori a cremagliera, papamobile e irte strade fino alla sommità dove, in ordine sparso, visitiamo qualcuna delle tantissime mostre e sale che il Forte offre… Ma il tempo vola, sono già le 17:30… non arriveremo mai sul piazzale per le 18:00 previste! …Pazienza! L’importante è stato “stare bene insieme”, vedere posti nuovi e fare esperienze fuori dall’ordinario.
Un grazie a tutti i partecipanti perché con il sorriso hanno reso bella la vacanza, nonostante le fatiche e la stanchezza.
Un grazie ai bambini perché ci ricordano sempre che siamo una grande famiglia, senza età e senza confini.
Alla prossima occasione, sempre più numerosi!